PERCHE’ CHIEDERE L’AIUTO DELLO PSICOLOGO SE IL PROBLEMA E’ GINECOLOGICO, ORMONALE?

“Ho cinquantacinque anni, lavoro nell’impresa di mio marito, ho due figli che si sono iscritti all’università e a settembre se ne andranno da casa. Inizio ad avvertire disturbi che fino ad ora non avevo mai provato, a questo punto credo siano legati all’età. Mi mettono in crisi, dormo male, sono nervosa, ho spesso mal di testa e caldane, avrei voglia di stare per conto mio e non posso farlo. Il medico di famiglia mi dice che è colpa della menopausa e che bisogna aspettare che passi. Ma è dura, non so come fare e mi sento tanto sola.”

Il periodo della menopausa rappresenta per la donna una delicata fase di passaggio caratterizzata da profondi mutamenti corporei, ormonali, di ruolo sociale e familiare. Ogni volta che si discute di menopausa e dei suoi sintomi la parola d’ordine è soggettività, infatti, alcune donne entrano in questa nuova fase della loro vita senza quasi accorgersi dei mutamenti che si verificano nel proprio corpo, altre invece lamentano sintomi e disturbi più severi.
Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • Irregolarità nel ciclo mestruale
  • Vampate e sudorazioni notturne
  • Secchezza di pelle e capelli
  • Dolori articolari e muscolari
  • Disturbi dell’apparato urinario
  • Mal di testa
  • Ansia
  • Depressione
  • Affaticamento
  • Difficoltà di concentrazione
  • Rapporti sessuali dolorosi
  • Palpitazioni
  • Disturbi del sonno
  • Secchezza vaginale
  • Calo della libido
  • Deficit di memoria
  • Irritabilità
  • Aumento di peso

Le ripercussioni psicologiche della menopausa non possono essere spiegate esclusivamente sulla base di elementi organici. Se è vero che gli ormoni sessuali, oltre a controllare la funzione riproduttiva hanno anche un’azione fisiologica potente sul sistema nervoso centrale e le loro oscillazioni sono implicate nella regolazione del tono dell’umore, del comportamento, della depressione e dell’ansia, non è altrettanto vero che le manifestazioni di malessere psicologico dipendano solo dal nuovo assetto ormonale.
La vulnerabilità psicologica associata alla perdita della giovinezza, della fertilità e le alterazioni ormonali si influenzano in modo reciproco con impatto sulla regolazione dell’umore. Tutto questo può provocare labilità emotiva, disperazione, impotenza, rabbia, perdita di controllo, ansia e depressione. Le profonde modifiche che subisce il corpo di una donna durante la menopausa possono influenzare in modo negativo l’immagine che essa ha di se stessa determinando un calo della stima e della fiducia ma soprattutto sentimenti di perdita della propria identità femminile «quel corpo che ci ha dato tanto, che ci ha sempre sostenute e protette ora ci lascia, cambia, non lo riconosciamo più e non sappiamo più come comunicare con lui».
La depressione che può insorgere in questo periodo può dipendere da molti fattori: psicologici, sociali e ambientali. Innanzitutto il ruolo sociale della donna può andare incontro a importanti trasformazioni. Con la progressiva autonomia dei figli la famiglia attraversa un momento di grandi cambiamenti. La donna può provare sentimenti di tristezza e di perdita dal momento che i figli non hanno più bisogno di essere accuditi e vanno via di casa. Questo cambiamento necessita di ridimensionare il ruolo genitoriale e di ricostruire, spesso con grandi difficoltà, una propria identità di coppia. Anche le difficoltà sessuali e le trasformazioni corporee possono incidere su un senso di insicurezza e su sentimenti di perdita della femminilità, oltre che della funzione riproduttiva.
Il percorso di counseling psicologico in affiancamento a controlli programmati con il ginecologo e magari a una cura farmacologica può aiutare la donna in menopausa a riacquistare fiducia in se stessa, a conoscere il suo nuovo corpo e a trovare un nuovo- personale stile di comunicazione. E’ un periodo di cambiamenti, un periodo in cui si ha bisogno di riorganizzare la propria vita variando obiettivi, esigenze e modalità di raggiungimento. Non si tratta di un cambiamento radicale e impossibile, si tratta di utilizzare al meglio le risorse ideoaffettive in possesso andando a compensare le aree maggiormente in difficoltà. E’ necessaria una maggiore consapevolezza ed una rinnovata attenzione verso un corpo che cambia e diventa più esigente delle nostre attenzioni.

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